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  1. Filtri a densità neutra
  2. Le modalità di esposizione
  3. La coppia è diventata un triangolo
  4. A ciascuno il suo ombrello
  5. One light portrait “Leibovitz style”
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Managing Director at APROMASTORE

Filtri a densità neutra

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PUBBLICATO IL: 20 luglio 2017

La diffusione della fotografia digitale ci ha da tempo portati a credere che alcune operazioni possano, o addirittura debbano, essere effettuate in post-produzione.
Una delle principali è l’applicazione dei filtri fotografici. Basti pensare, infatti, ai numerosi effetti proposti dai menù di Photoshop, o a quelli ottenibili dai vari plugin disponibili in rete, gratuitamente o a pagamento.



Nonostante ciò, vi è almeno un filtro che non può essere simulato da Photoshop, ma deve essere applicato in ripresa: si tratta del filtro a densità neutra, semplicemente detto filtro ND.

Filtri ND: Tiffen PRO100 ND Starter kit

Tale filtro serve per togliere luce, in modo uniforme, su tutte le lunghezze d’onda senza variare la colorimetria della nostra immagine. In poche parole, altro non è che un filtro grigio neutro.

Grazie alle elevatissime sensibilità delle attuali fotocamere, scattare con poca luce non è più un problema, mentre può ancora esserlo il voler scattare in condizioni di eccessiva luce ambiente. Pensiamo ad esempio alla necessità di scattare un ritratto in esterni con un diaframma aperto per avere una ridotta profondità di campo, o ad una foto di paesaggio e di un corso d’acqua scattata con un tempo lento per creare il cosiddetto “effetto seta”.

Pur impostando la minima sensibilità permessa dalla nostra fotocamera, in una giornata luminosa difficilmente saremo in grado di impostare l’apertura o il tempo di posa utili per ottenere gli effetti menzionati. È proprio in queste situazioni che il filtro ND diventa indispensabile.

I filtri ND sono disponibili in diverse gradazioni, ovvero più o meno “scuri”, e sono identificabili da un valore numerico che contraddistingue la loro densità. La scala di tali valori è costituita dalle potenze di due: 2, 4, 8, 16, 32,… dove tale numero indica la frazione di luce che il filtro lascerà passare.
Da tale valore possiamo facilmente ricavare la quantità di “stop” tagliati dal nostro filtro per adeguare l’esposizione.

 

I filtri ND in numeri

Non siete convinti che il calcolo sia facile? Proviamo a sintetizzarlo con una tabella:

Valore ND ND2 ND4 ND8 ND16 ND32 ND1024
Quantità di luce trasmessa 1/2 1/4 1/8 1/16 1/32 1/1024
Riduzione f/stop 1 2 3 4 5 10
Densità Ottica 0,3 0,6 0,9 1,2 1,5 3,0

 

Il valore più utile, ai fini pratici, è la riduzione di illuminazione espressa in f/stop. È infatti grazie a questo valore che, conoscendo l’esposizione in luce ambiente, possiamo calcolare i valori da impostare in macchina per ottenere un’esposizione corretta con il filtro applicato.

Ad esempio, se l’esposizione rilevata senza filtro fosse 1/1000s, applicando un filtro ND1024 che “toglie” ben 10 stop potremmo passare, a parità di diaframma, ad un tempo di scatto di 1 secondo e registrare così il movimento dell’acqua.

Chiaramente lo stesso meccanismo è applicabile anche all’apertura di diaframma: basta tenere in considerazione il fattore di allungamento dell’esposizione tipico del filtro in uso.

Ma i filtri ND sono tutti uguali?

Ebbene no… ma le differenze le affronteremo in un prossimo articolo!

Filtri a densità neutra

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